Prefazione

Silenziosa, oscura, quasi ignorata, agisce nell'ombra, eppure così presente

Il fenomeno della tratta delle ragazze nigeriane a fini di sfruttamento sessuale è apparso in Italia alla fine degli anni '80, primi anni '90, ed è cresciuto in modo esponenziale per oltre tre decenni.

Purtroppo, in Italia, abituata alle mafie autoctone, non si è parlato di "mafia nigeriana" in modo esplicito fino al 2012 quando sono iniziate le prime inchieste sul fenomeno. La prima condanna di nigeriani per "mafia" sono state pronunciate in Sicilia nel 2015.

Un cancro che in Italia è stato trascurato per troppi anni, sottovalutato da tutti. Dalla classe politica che ha guardato quelle ragazze prostituirsi sulle proviciali di mezza Italia con indifferenza e superficialità. Dalle autorità di polizia, che non ha mai contrasto il fenomeno delle "ragazze nigeriane sfruttate" con serietà. Prendere qualche ragazza senza documenti e rinchiuderla nei CIE in attesa di espulsione, nulla ha giovato a contrastare un fenomeno che è diventato un vero e proprio cancro. E poi gli stessi italiani che guardavano quelle ragazze pensando fossero semplicemente "puttane" senza mai chiedersi davvero perché erano lì su quella strada.

Le associazioni di volontariato, certo, hanno aiutato le ragazze in difficoltà, hanno contribuito a far capire il fenomeno, ma anche loro senza mai scendere in profondità. Le loro denunce troppo spesso sottovalutate, marginalizzate o addirittura insabbiate. Insomma un fenomeno che i più non hanno voluto vedere per quello che davvero è.

Oggi, nel secondo decennio degli anni duemila, magari c'è più consapevolezza, molti italiani capiscono e sanno. È un fenomeno che non rallenta e non si è fermato nemmeno in questi anni di Covid.

Ma la "mafia nigeriana" non è solo sfruttamento della prostituzione o riduzione in schiavitù, la "mafia nigeriana" è soprattutto traffico di droga, traffico di esseri umani, corruzione ad ogni livello della società. E non per niente la Nigeria è uno dei paesi più corrotti al mondo.

I nigeriani presenti in Italia rappresentano meno del 2% dei circa 5 milioni di stranieri, ma le ragazze nigeriane costrette a prostituirsi sono più del 30% di tutte le lavoratrici del sesso (un totale di circa 120 mila) presenti in Italia. Un dato che fa pensare e deve far pensare.

E poi ci sono i clienti, e finché c'è "domanda" di sesso, lo sfruttamento di ragazze continua, si sviluppa e cresce. Assume nuove forme criminali. È per questo che Foundation for Africa è assolutamente favorevole ad una legge che regolamenti la prostituzione e che punisca in modo severo anche i clienti e non solo gli sfruttatori.

In questo periodo di Covid, se è vero che le ragazze sono quasi scomparse dalle strade, è anche vero che "lo sfruttamento sessuale delle nigeriane" non si  è fermato. I criminali sanno adeguarsi e addirittura trarre vantaggio anche in situazioni di difficoltà.

Più della metà della popolazione maschile italiana adulta ha frequentato almeno una volta una prostituta, e almeno il 20% è un frequentatore abituale. Numeri altissimi, il più alto in Europa.

Attualmente in Italia ci sono tra le 28 mila e le 32 mila ragazze nigeriane costrette a prostituirsi, sfruttate sessualmente, e almeno due su cinque sono minorenni (fonte Caritas).

Foundation for Africa da sempre in prima linea contro la tratta di ragazze dalla Nigeria e poi sfruttate sessualmente in Italia.

Abbiamo sempre denunciato la presenza della mafia nigeriana, un fenomeno che solo in questi ultimi anni sembra interessare seriamente autorità di polizia e apparati giudiziari.

La mafia nigeriana in Italia La mafia nigeriana in Italia La mafia nigeriana in Italia

Una serie di articoli per denunciare le politiche migratorie dei governi a trazione "leghista" e in particolare dell'ex-ministro dell'interno Salvini.

Abbiamo subito denunciato la prima legge sulla sicurezza del 2018, da noi considerata "la prima legge razziale del XXI secolo", e ancora con maggior determinazione denunciamo il decreto sicurezza due.

Sono politiche che discriminano i deboli, chiudono porti, sequestrano le navi delle ong che salvano vite. Politiche dure con i miserabili alla ricerca di un mondo migliore, che guardano a chi arriva perché considerati "possibili criminali" o magari "possibili terroristi", che generalizzano creando paure, seminando insicurezza nella gente, ma che si disinteressano del tutto, perfino in modo plateale, ai veri criminali che da anni agiscono in Italia.

Politiche rudi che isolano l'Italia dal contesto internazionale

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Con questi articoli intendiamo aprire un varco sul fenomeno della mafia nigeriana in Italia.

Intendiamo far conoscere la sua presenza capillare, ormai trentennale, in Italia. Una presenza sempre sottovalutata, spesso ignorata, sconosciuta ai più.

Pensiamo che sia utile per sensibilizzare, perché la conoscenza vasta di un fenomeno criminale sia il modo migliore per combatterlo e contrastarlo. Sia un modo per sensibilizzare la politica, fin'ora inconcludente e discriminatoria.

Gli articoli sono uno spaccato sulla "mafia nera", sui loro rapporti con le mafie autoctone, sulla loro storia, le confraternite, il traffico di droga, la tratta di esseri umani, lo sfruttamento sessuale delle ragazze nigeriane, le zone di influenza in Italia, e poi spieghiamo come sia anche possibile debellare il fenomeno.

Per chi vuole conoscere, per chi vuole capire, per chi vuole combattere al nostro fianco

La mafia nigeriana in Italia

Maris Davis 2019

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